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L'assegno divorzile è un meccanismo legale che mira a garantire un sostegno finanziario al coniuge che può trovarsi in una situazione di svantaggio economico a seguito della separazione. In questo articolo, esploreremo cosa sia l'assegno divorzile e come influisca sulla dichiarazione dei redditi.
L'assegno divorzile è un aspetto cruciale delle questioni finanziarie che emergono durante un processo di divorzio. Si tratta di un pagamento periodico che uno dei coniugi può essere tenuto a versare all'altro in base alle decisioni della sentenza di divorzio.
L'art. 5 comma 6 della legge sul divorzio prevede l'assegno divorzile: “Con la sentenza che pronuncia lo scioglimento o la cessazione degli effetti civili del matrimonio il tribunale, tenuto conto delle condizioni dei coniugi, delle ragioni della decisione, del contributo personale ed economico dato da ciascuno alla conduzione familiare ed alla formazione del patrimonio di ciascuno o di quello comune, del reddito di entrambi dispone l’obbligo per un coniuge di somministrare periodicamente a favore dell’altro un assegno quando quest’ultimo non ha mezzi adeguati o non può procurarseli per ragioni oggettive”.
La principale finalità dell'assegno divorzile è quella di garantire un sostegno finanziario al coniuge che si trova in una posizione economicamente più debole. Pertanto, nel caso in un coniuge non abbia sufficienti risorse finanziarie, l'altro deve corrispondere l'assegno.
La legislazione italiana regolamenta l'assegno divorzile, noto anche come assegno di divorzio o assegno di mantenimento, attraverso diverse disposizioni normative. La normativa principale che disciplina l'assegno divorzile in Italia è il Codice Civile. Di seguito, fornirò un riepilogo delle principali disposizioni relative all'assegno divorzile in base al diritto italiano.
Assegno Divorzile in base al Codice Civile Italiano:
È importante sottolineare che ogni situazione di divorzio è unica, e la determinazione dell'assegno divorzile avviene caso per caso.
L'ex coniuge, che eroga l'assegno di mantenimento, può portare l'assegno di mantenimento in dichiarazione? A questa domanda risponde un'articolo pubblicato il 19 Maggio 2023 da il Giornale.it. Nell'articolo si può leggere che "In sede di dichiarazione dei redditi, per l’ex coniuge che eroga l’assegno di mantenimento i versamenti effettuati vengono considerati oneri deducibili in quanto riducono il reddito; pertanto i versamenti abbattono la base imponibile Irpef, permettendo di pagare meno tasse.
Le deduzioni sono valide, però, solo nel caso in cui ci si trovi in una situazione di:
In questi casi è possibile portare in dichiarazione dei redditi i versamenti di mantenimento salvo alcuni casi; difatti non sono deducibili:
Occorre ricordarsi, dunque, che esiste una differenza fiscalmente importate tra i due ex coniugi: la persona che versa l’assegno di mantenimento può portare le somme in deduzione fiscale; la persona beneficiaria, invece, deve tassare la somma percepita in quanto questa concorre a “generare” reddito.
Infine c’è un ulteriore aspetto importante da prendere in considerazione, che riguarda l’assegno per i figli." Per leggere l'articolo completo pubblicato su il Giornale.it clicca qui.
Quando parliamo dell'importo dell'Assegno divorzile quale ruolo ha la dichiarazione dei redditi? Per calcolare l'assegno di divorzio bisogna tenere in considerazione diverse variabili. Ad esempio lo squilibrio economico dei coniugi oltre che il ruolo famigliare del richiedente. La Suprema Corte si è espressa in merito. Con l'ordinanza n. 32644/2022, la Corte, nega l'assegno di mantenimento all'ex moglie. La donna infatti svolgeva un'attività lavorativa in grado di garantirle un autosufficienza economica. Pertanto i redditi della stessa risultano essere adeguati, anche se, non indicati nella dichiarazione prodotta. La Corte di Cassazione si è nuovamente espressa in merito con l'ordinanza n. 33381. Il questo caso si fa riferimento al fatto che, per sopravvenute difficoltà economiche, l'ex marito rifiutava di corrispondere l'assegno all'ex moglie. In questo caso la Suprema Corte stabilisce che la dichiarazione dei redditi rappresenta un'indicazione della capacità economica. Pertanto qualora vi siano altre risultanze, probatoriamente valide, in grado di dimostrare la possibilità di corrispondere l'assegno di mantenimento la dichiarazione costituisce un mero indizio.
Affidarsi ad un'Agenzia Investigativa può rappresentare un ruolo cruciale, può ad esempio essere necessario al fine di acquisire dati e prove utili al fine di richiedere una rivalutazione dell'assegno di mantenimento, documentare l'effettiva condizione patrimoniale dell'ex coniuge, documentare il tenore di vita e molto altro. Dal oltre 30 anni Agenzia Investigativa delle Alpi è specializzata nelle Indagini per Aumento e Diminuzione dell'Assegno di Mantenimento. Tutte le prove emerse hanno valenza in Sede di Giudizio.
Cosa è possibile dimostrare con le indagini per la rivalutazione dell'assegno di mantenimento
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