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Il diritto ereditario è una branca del diritto civile che regola tutte le questioni relative alla successione dei beni di una persona deceduta. Questo diritto non riguarda solo il passaggio di proprietà, ma anche la gestione di eventuali debiti e obblighi contratti dal defunto. Il patrimonio ereditario comprende beni immobili, conti bancari, diritti su beni mobili e immobili, ma può includere anche obbligazioni come mutui o altre passività. Il diritto ereditario si basa su due principali modalità di trasmissione: la successione testamentaria e quella legittima. La prima prevede che il defunto abbia redatto un testamento in cui specifica i beneficiari del suo patrimonio. La seconda interviene invece quando manca un testamento, e la legge stabilisce quali parenti hanno diritto a ereditare e in che proporzione.
È importante sottolineare che la successione ereditaria si apre al momento della morte del defunto e riguarda solo i beni e i diritti che possono essere trasmessi agli eredi. Alcuni diritti, come l’usufrutto o l’abitazione, si estinguono con la morte del titolare e non possono essere ereditati. Le norme sulla successione sono concepite per garantire una transizione equa e per evitare conflitti tra gli eredi, anche se, come vedremo, ci sono casi in cui sorgono controversie e situazioni di disaccordo.
Per ricevere un’eredità, una persona deve avere la capacità a succedere, ossia essere vivente o almeno concepito al momento dell'apertura della successione. Anche le persone giuridiche, come enti o associazioni, possono essere beneficiarie, purché legalmente riconosciute o destinate a costituirsi secondo le indicazioni del testatore. Tuttavia, non tutti coloro che hanno capacità a succedere possono effettivamente ereditare. La legge prevede infatti casi di indegnità, ovvero situazioni in cui un potenziale erede viene escluso dal godimento dell'eredità per aver commesso gravi atti contro il defunto o i suoi familiari.
Tra gli atti che possono rendere una persona indegna di ereditare ci sono l’omicidio o il tentato omicidio del
de cuius o dei suoi congiunti, la violenza esercitata sul defunto per costringerlo a fare o modificare il testamento e la distruzione o alterazione fraudolenta del testamento stesso. L’indegnità a succedere è un concetto giuridico che mira a tutelare l’integrità morale del defunto e la volontà espressa da quest’ultimo nelle sue disposizioni testamentarie. In alcuni casi, tuttavia, il testatore può “riabilitare” un erede indegno, decidendo di includerlo comunque nel testamento tramite una dichiarazione esplicita
Le modalità di successione ereditaria si distinguono principalmente tra successione legittimaesuccessione necessaria. La successione legittima si attiva quando il defunto non ha lasciato un testamento o quando questo non dispone di tutti i suoi beni. In questo caso, la legge stabilisce l’ordine degli eredi in base a criteri di parentela, privilegiando il coniuge, i figli e, in mancanza di questi, altri parenti fino al sesto grado. La legge assegna ai parenti più stretti quote prestabilite del patrimonio del defunto, e tali quote variano a seconda del numero e della tipologia di eredi.
La successione necessaria, invece, si verifica quando il testatore, nel suo testamento, non ha rispettato i diritti dei legittimari, ossia quei parenti ai quali la legge riserva una quota obbligatoria dell’eredità. I legittimari includono il coniuge, i figli e, in assenza di discendenti, i genitori del defunto. La legge garantisce loro una porzione del patrimonio, denominata quota di legittima, che non può essere intaccata da donazioni o disposizioni testamentarie. Qualora un legittimario ritenga che la sua quota sia stata lesa, può agire legalmente per ottenere la riduzione delle disposizioni testamentarie o delle donazioni fatte dal defunto in vita. La successione necessaria, dunque, limita la libertà testamentaria, ma assicura la protezione dei familiari più stretti.
La gestione di un’eredità può spesso portare a disaccordi tra gli eredi, specialmente quando non esiste un testamento o quando questo risulta ambiguo. Se ci sono più eredi, la divisione del patrimonio può diventare complessa, e sorgono conflitti sulle modalità di spartizione dei beni. Quando non si raggiunge un accordo, è possibile ricorrere a diverse soluzioni legali. In primo luogo, gli eredi possono tentare una mediazione, cercando di risolvere pacificamente le controversie senza ricorrere al giudice. La mediazione è una procedura vantaggiosa, poiché evita i tempi e i costi di un contenzioso.
Se la mediazione fallisce, l'unica strada rimasta è quella giudiziaria. Il giudice potrà disporre una divisione giudiziale dell’eredità, stabilendo come ripartire il patrimonio secondo le quote spettanti a ciascun erede. Inoltre, esistono azioni specifiche che gli eredi possono intraprendere per difendere i propri diritti. Un esempio è l’azione di petizione ereditaria, che consente a un erede di far valere il suo diritto sull’intero patrimonio contro chiunque lo possieda indebitamente. In casi estremi, il giudice può decidere di vendere i beni in questione e distribuire il ricavato tra gli eredi.
Tenendo sempre in considerazione l’obbiettivo che il cliente vuole ottenere, viene strutturata l'attività di indagine, strutturata in questo caso a individuare i beni facenti parte dell'asse ereditario. Come ad esempio: attività di ricerca e analisi presso registri e Camera di Commercio, individuazione di proprietà immobiliari a livello nazionale, eventuali beni mobili registrati (ad esempio veicoli), ecc.
Tali attività vengono svolte oltre che mediante tecniche di indagine convenzionale anche mediante l'utilizzo di tecniche di intelligence su base O.s.i.n.t. (Open Source Intelligence). Al termine delle Indagini viene redatto un Rapporto Investigativo producibile in sede di giudizio.
Per ricevere maggiori informazioni e sapere come è possibile contattare Agenzia Investigativa delle Alpi per svolgere indagini per persone e/o aziende è sufficiente contattare il numero verde: 800.090.370 per parlare con Investigatori Professionisti.
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